3 idee per investire fino al 2021

La borsa italiana si sta confermando come la più debole d’Europa da questo inizio 2016 con un -13% anche se la media del resto d’Europa resta anch’essa negativa a -7%. Ma allargando la visuale alla situazione internazionale è impossibile non notare come sia in atto una vera e propria tempesta.

Gli esperti di BMO Global Asset Management hanno dato vita al terzo rapporto annuale “Five-Year Outlook” con l’intenzione di monitorare i trend di lungo periodo. Dal report sono nate 3 idee per riuscire ad ottimizzare l’allocazione dei capitali nei prossimi 5 anni.

La ripresa graduale

Il primo di questi scenari nasce da una constatazione che ogni giorno diventa sempre più una certezza: inflazione e tassi di interesse rischiano di restare ancora bassi a lungo, con ogni probabilità anche per i prossimi 5 anni. In questo caso sarà bene considerare che lo sviluppo delle aree economicamente più rilevanti sarà piuttosto esteso, omogeneo sebbene non numericamente incisivo. Il portafoglio, quindi, dovrà necessariamente essere orientato verso una preferenza dell’azionario, stando attenti agli emergenti e valutando caso per caso.

Il rally

C’è poi la seconda possibilità, peraltro più remota ovvero quella che vede la politica mondiale rimboccarsi le maniche e partire con una serie di iniziative radicali, coraggiose e dinamiche per riformare l’intero sistema produttivo. In questo caso si avrebbe un inatteso rialzo fomentato da una ventata di ottimismo (il che spiegherebbe come mai da BMO Global Asset Management diano a questo scenario solo il 20% di probabilità di verificarsi). Solo ed esclusivamente in questo caso sarà d’obbligo cedere alla tentazione di squilibrare il proprio portafoglio verso un’esposizione ad asset class risk-on comprendenti settori ciclici, azionari e società che possono sfruttare l’immediato aumento della domanda interna, aumento che verrebbe dettato più che altro dalla intensa ripresa dei consumi.

Il crollo

Ci sarebbe poi il terzo scenario ovvero il rallentamento globale che nascerebbe dalla perdita di fiducia verso le politiche delle banche centrali oppure da possibili pecche nelle già ampie strategie adottate a livello pressoché globale. Facile intuire dunque come, in questo scenario, si potrà assistere al ritorno del fly to quality e alla scelta di beni rifugio come i Treasury ultradecennali statunitensi oppure, volendo guardare al panorama europeo, alle grandi società dei Paesi core in Europa.

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